SCARPERIA E SAN PIERO – Il Giovedì Santo di 25 anni fa – era il 4 aprile, data in cui quest’anno ricorre da Pasqua – Don Novello Chellini, per quasi mezzo secolo Pievano di San Piero a Sieve, moriva improvvisamente a Firenze in Via Cerretani, a pochi passi da Santa Maria del Fiore.
Il parroco si stava recando in Duomo per partecipare alla Messa Crismale, presieduta dall’ Arcivescovo Cardinale Silvano Piovanelli e concelebrata da tutti i sacerdoti della Diocesi.
A quella Messa Don Novello non arrivò. La sua vicenda terrena si interruppe a tre passi dalla sua Cattedrale; a tre giorni dalla sua ottantunesima Pasqua.
Don Daniele Centorbi, da pochi mesi nuovo giovane parroco di San Piero, quarto successore dello storico Pievano, ieri sera ci ha proposto per la pubblicazione il testamento spirituale di Don Novello Chellini, letto dal fratello Don Giovanni nella Messa delle esequie quel Sabato Santo di venticinque anni fa.
Don Daniele l’ha ritrovato tra la documentazione di archivio e, inviandocelo, aggiunge queste personali considerazioni.
“La primavera scorsa ho vissuto la sofferenza di non poter celebrare la Messa Crismale del Giovedì Santo.
E quando a Pentecoste è stato possibile ritrovarci per celebrare quella Messa così bella l’ho fatto con una intensità tutta nuova. Come avviene per le cose che si considerano normali e scontate e di cui si gioisce quando si ritrovano, dopo esserne stati privati.
Quest’anno, nel cuore della Settimana Santa, la mattina del Giovedì Santo, giorno carissimo ad ogni sacerdote, sarò anch’io in Duomo, con i confratelli sacerdoti, intorno al nostro Vescovo, per questa Messa unica.
Nel pomeriggio vivrò poi tutti i riti con i quali si apre il primo giorno del Triduo, così pieni di segni e significati sacerdotali. Con la consapevolezza di dover imparare sempre meglio che cos’è la vita da prete e quest’anno, per la prima volta, quella da parroco.
Avvicinandomi domani alla Cattedrale per rinnovare le promesse sacerdotali, avrò la consapevolezza di percorrere la strada fatta per tanti anni da Don Novello per rinnovare il sì al Dio, accogliere la grazia che viene dagli Oli Santi e riportarla in Parrocchia .
E il tragitto da San Piero a Santa Maria del Fiore sarà per me impreziosito dal sapere che quella strada venticinque anni fa ha portato Don Novello direttamente tra le braccia di Dio, facendolo entrare nella vita eterna a vivere la sua prima Pasqua celeste.
Che in questo giorno si possa pubblicare il suo testamento spirituale è un modo straordinario per poter gustare il cuore sacerdotale di questo uomo semplice, ma dalla fede profonda e dall’amore senza limiti per il suo paese, dimostrato sino all’ultimo giorno. Come mi è sempre più chiaro per tante testimonianze resemi su di lui, in questi primi mesi da parroco di San Piero a Sieve”.
Don Daniele – Pievano
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San Piero a Sieve 16 Luglio 1976
Oggi, festa della Madonna del Carmelo, a cui ho consacrato il mio sacerdozio, in pieno possesso delle mie facoltà di spirito e di corpo, intendo esprimere le mie ultime volontà, nel desiderio vivissimo di ricevere il conforto e la grazia di tutti i Sacramenti della mia Fede, unica forza della vita.
Dopo il ringraziamento a Dio, che sarà eterno, per avermi voluto suo ministro, anche se carico di debolezze, manchevolezze, miserie, debbo un grazie vivissimo a chi mi prese per mano sulla via del Seminario, al vecchio Proposto Don Boretti e poi ai sacerdoti che mi furono guide spirituali e padri dell’anima mia: Don Cardini, Don Fattori, P. Naldi ed infine il carissimo, comprensivo, indimenticabile Padre Vivaldo del Bosco recentemente scomparso.
Riconoscenza particolare ancora debbo al Signore per avermi fatto nascere in una famiglia cristiana.
Il volto di mio padre, anche se lo conobbi appena, è rimasto sempre scolpito nella mente e nel mio cuore, ma è soprattutto la mamma che mi fu maestra di pietà, di sacrificio, eroico e nascosto, di carità, di bontà, la dolce creatura che avrà sempre la mia devota ammirazione.
Il Signore giusto e misericordioso la ricompensi per quello che ha fatto per me. Con loro spero di reincontrarmi presto nella patria comune, il Paradiso.
Debbo un grazie a mia sorella Anna, per tanta bontà verso di me ed il suo esempio di vita cristiana.
A mio fratello, Don Giovanni che delego ad eseguire le mie ultime volontà, rinnovo la mia ammirazione e tutto l’amore fraterno e sacerdotale.
Chiedo perdono a loro se in famiglia, colle parole, coi gesti, con il mio carattere, li avessi feriti, mortificati, non sempre compresi.; se non sempre fui d’esempio come avrei voluto e dovuto.
Ugualmente domando perdono a tutti i miei popolanise non fui all’altezza della grande missione di maestro e di guida delle loro anime.
Se avessi ferito o indisposto qualcuno, se avessi anche involontariamente fatto del male o offeso qualche fratello chiedo compatimento e perdono.
Assicuro tutti quelli che mi avessero offeso, ferito, mortificato, fatto soffrire del mio perdono totale come lo invoco per me e per tutti dal Signore Gesù.
Mi affido alla Madonna, Madre di grazia e di misericordia: che sia davvero per me ianua coeli come ogni giorno l’ho invocata nel mio Rosario.
Nacqui povero e per grazia di Dio muoio povero.
Non credo di avere obblighi di S.S. Messe perché sempre ho evitato di ricevere elemosine in anticipo per cui le S.S. Messe sono state ….. celebrate dal 18 settembre 1937, giorno della mia Ordinazione sacerdotale, al presente.
Se per un qualche motivo qualche intenzione fosse stata dimenticata voglio siamo celebrate n. 300 S.S. Messe ad mentem meam quam primissime, devolvendo l’offerta di £.1.000.000 da ritirarsi sul libretto al portatore.
Voglio siano passate
£ 500.000 all’Asilo Frilli (piccolo pensiero per il grande bene che le R.R. Suore compiono)
£ 500.000 al Convitto Ecclesiastico
£. 500.000 ai vecchi di San Carlo
£ 500.000 quale piccolo segno di riconoscenza e giustizia a Marietta e Umberto, per qualche lavoro extra non retribuito e per aver assistito la mia mamma.
Il resto per le spese dei funerali ed a mio fratello perché faccia del bene; così pure i mieie libri e la mia roba personale: disponga come crede.
Ai nipoti tutti ricordo di mantenersi buoni cristiani. Se qualche ricordo vorranno di questo povero prete, mio fratello deciderà con quella serenità, bontà e affetto che gli vivono nel cuore.
Mi raccomando alle preghiere di tutti. Benedico tutti con l’augurio di rivederci tutti, un giorno in Paradiso. Amen!
16.07.1976
Don Novello Chellini
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 aprile 2021








