SCARPERIA E SAN PIERO – “Non posso giustificare la protesta, ma la comprendo. È una categoria che è stata penalizzata e dimenticata”: sull’apertura dei negozi, decisa da due coltellinai del centro storico di Scarperia (articolo qui), interviene anche il sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti, che proprio pochi giorni fa li aveva incontrati e aveva organizzato poi una riunione in videoconferenza con l’assessore regionale Marras, alla quale, insieme a Ignesti hanno partecipato i produttori coltellinai scarperiesi.
“Sì, li ho contattati -dice Ignesti- e mi è stato fatto presente che i produttori di coltelli non avevano ottenuto sostegni o ristori, non avendo un codice Ateco specifico. Sono attività in grave difficoltà: devono chiudere i negozi, vivono di turismo che non c’è, hanno fatturati molto ridotti perché anche gli ordinativi dall’esterno sono calati, ma niente ristori, e tasse tutte da pagare. Così ne abbiamo parlato con l’assessore regionale, evidenziando anche che si tratta di aziende piccole, che per questo trovano maggiori difficoltà nell’accesso al credito e nella partecipazione ai bandi. E’ il nostro artigianato artistico, una caratteristica di valore della Toscana, e va salvaguardato: i loro negozi danno vita ai centri, attraggono turismo. Per questo abbiamo chiesto maggiore attenzione, magari trovando modalità di finanziamento e per offrire garanzie su esposizioni e investimenti.”
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 aprile 2021






