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BORGO SAN LORENZO – È il decano degli assicuratori mugellani, Paolo Boni. Che dal nulla, iniziò nel lontano 1962, ha creato un’azienda solida, oggi presente in tutto il Mugello, con decine di dipendenti.

In questo video Boni, classe 1941, si racconta e racconta il mondo delle assicurazioni, di ieri e di oggi. Lo fa con la schiettezza e la simpatia che lo contraddistinguono, unita a una capacità di rapporto umano non comune, sicuramente uno degli ingredienti fondamentali del successo della propria azienda.

Racconta gli inizi, con l’avvio dell’attività di assicuratore RAS, e provvigioni di 20 mila lire al mese. Tempi molto diversi dagli attuali. L’assicurazione auto non era obbligatoria, e quindi era fondamentale convincere le persone ad assicurarsi. Paolo Boni bussò alla porta di tutti i venditori di auto del Mugello: “Mi facevo dare i nomi di coloro che avevano prenotato l’auto, la Vespa o la Lambretta, per contattarli ad uno ad uno, e convincerli a fare la RCA. Di pari passo iniziavano a sorgere le prime fabriche e laboratori artigiani. Così, andavo dai titolari per proporre le coperture incendio, furto, RCT”. Non solo però contattava gli imprenditori: “Avvicinavo anche gli operai all’uscita dei turni, per proporre loro le polizze integrative”.

Così, con gli anni, ha iniziato ad assumere dipendenti e a creare una rete di uffici di tutto il Mugello, divenendo una delle maggiori agenzie d’Italia di RAS, oggi Allianz. Poi nel 2008 Assiboni è diventata “agenti indipendenti”, rappresentando più compagnie, “e questo ci permette di essere molto competitivi sia per le copertura assicurative che per i prezzi”.
Paolo Boni ci tiene a sottolinearlo: “In questa crescita è stato determinante l’apporto dei dipendenti, dei collaboratori e dei figli Fabio e Claudio e di mio fratello Mario, che rigrazio. Ora la nostra struttura è composta da oltre 40 persone, e ne stiamo inserendo altre attraverso il progetto Assiboni Young. Puntiamo molto sui giovani, ne abbiamo cinque sotto i trenta anni, ed è davvero un luogo comune che non ci tengano al lavoro: si tratta di giovani pieni di volontà ed entusiasmo che aiuteremo nella crescita professionale”.

E chiude dando loro un consiglio: “Non mi piace l’eccessiva dipendenza dai cellulari, sul lavoro le persone si guardano negli occhi”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 luglio 2019




