
BORGO SAN LORENZO – Ha voluto parlare anche di Giovanna, il pievano di Borgo San Lorenzo, durante la sua Omelia tenuta in occasione della Messa di saluto alle parrocchie, in vista della propria partenza (articolo qui).
Giovanna Martino in passato la si sarebbe etichettata come perpetua. Oggi no, questa donna, laica, ha svolto negli otto anni passati a Borgo San Lorenzo, un compito molto più complesso, come segretaria e collaboratrice del parroco. Non solo addetta a cucina e panni, ma impegnata su fronti caritativi e organizzativi importanti. Godendo della piena fiducia del pievano, al quale Giovanna Martino ha sempre continuato a dare del lei. Carattere forte, non con tutti in questi anni si è trovata in sintonia. Ma su di lei si è esercitato, in modo totalmente ingiusto, il peggiore dei difetti dei paesi, con tonnellate di chiacchiericci sul suo ruolo accanto al parroco. Per questo, al termine della sua esperienza borghigiana, don Tagliaferri ha ritenuto giusto dire una parola anche su Giovanna. Con schiettezza. Una parola per ringraziarla.
“Quando venni in mezzo a voi – ha iniziato il pievano – dissi subito che ci sarebbe stata anche lei, Giovanna. Molti, sostenuti da qualcuno, pensarono a chissà quali cose, a chissà quali nefandezze… Da parte mia era un modo per scoprire subito le carte, e giocare in chiaro. Non mi interessano tutte le cose che sono state dette, pensate, suggerite e affermate. Tra l’altro anche con lettere in Curia o direttamente all’Arcivescovo. Vi dico che di tutto questo ho sempre saputo ogni cosa, sottolineo ogni cosa, perché il pievano e il Vescovo si sono sempre parlati, di tutto, ma questo lo mettiamo da parte, o almeno io lo metto da parte, non mi interessa”.
“Mi interessa invece sottolineare – ha continuato il pievano -, e questi non sono chiacchiericci, quanto Giovanna ha fatto per le parrocchie, tutte: da un buffet a una cena e al servizio continuativo a tutti i preti, da un lavoro a Cavallico a un’iniziativa di beneficenza in Sant’Omobono; da un servizio alla Caritas, che si è staccata da altre commistioni improprie, al seguire situazioni complesse in collaborazione con le assistenti sociali, da alcuni servizi con la Misericordia alla preparazione dell’ulivo per la Domenica delle Palme, dalla conoscenza approfondita con molti poveri, alle iniziative di catechesi ai bambini ma forse ancor di più ai genitori, fino a seguire e promuovere la spiritualità del Sacro Cuore”. E ha concluso: “Non sto lodando, sto registrando fatti svolti a favore di tante persone e insieme a tante persone. Il tutto ovviamente in coordinamento con il parroco. Ognuno che ha visto e toccato con mano, faccia le sue considerazioni”.
Al Centro Giovanile, giovedì sera, in tanti l’hanno salutata con affetto e commozione.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 settembre 2017




