FIRENZUOLA – Di recente si evidenziava (articolo qui) che Firenzuola, anche negli ultimi decenni, è stato territorio ricco di vocazioni. Dopo aver chiesto a don Aldo Menichetti di raccontare la propria vocazione (articolo qui), abbiamo chiesto anche ad Annalisa Visani, missionaria dell’Immacolata – Padre Kolbe, di fare lo stesso. Ed ecco la testimonianza che Annalisa ci ha inviato.
La mia vocazione è maturata in un cammino di discernimento durato vari anni e tramite diverse esperienze, sia in terra di missione, sia in Italia. Quando ho fatto la prima esperienza missionaria non pensavo proprio di diventare suora o comunque consacrata! La mia famiglia mi ha sempre voluto bene, mia mamma e mia nonna mi hanno trasmesso la fede. Ho sempre frequentato la Parrocchia anche se, come molti giovani, mi piaceva divertirmi, andare in discoteca, viaggiare, conoscere persone, avevo molti amici e amiche.
Inoltre avevo un lavoro fisso in Comune (a Scarperia) “guadagnato” dopo anni di lavoro a tempo determinato in vari enti pubblici e continui concorsi. Ero impegnata in Parrocchia, con il catechismo, il gruppo missionario ed altre attività, nonché nella Diocesi soprattutto nell’Azione Cattolica. In seguito ad alcuni campi scuola dove ho partecipato come giovane, ho iniziato a dare il mio tempo come animatrice accompagnando gruppi di bambini di Firenzuola. Ero contenta, avevo tutto, però dentro di me c’era un po’ di inquietudine, sentivo che mi mancava qualcosa.
Con il tempo, frequentando incontri di preghiera, ritiri spirituali, giornate missionarie ecc. è cresciuto dentro di me il desiderio, anzi, direi la necessità di pregare, di dedicare maggior tempo alla lettura del Vangelo, alla meditazione e soprattutto all’Adorazione Eucaristica durante la quale mi sentivo molto “vicina” al Signore.
Nel silenzio, nella preghiera e con l’aiuto del mio padre spirituale, piano piano ho compreso che Gesù mi stava chiamando a seguirlo più da vicino nel servizio ai fratelli, da consacrata, donando tutta me stessa. E’ stato molto importante, durante questo tempo di riflessione, recarmi, almeno una volta al mese, al santuario di Boccadirio, dove potevo dedicare buona parte della giornata all’ascolto della Parola nella pace, nella quiete, in un clima di spiritualità di cui sentivo bisogno e dove i padri del santuario son sempre disponibili per il colloquio e la riconciliazione.
Ho percepito sempre la presenza della Beata Vergine che mi ha sostenuto, e mi sta sostenendo tutt’ora con il suo amore materno nel mio cammino di fede. Anche adesso sono legata a questo luogo “speciale” dove è maturata la mia vocazione e quando posso mi fermo per affidare a Maria Santissima i momenti più importanti della mia vita, le decisioni da prendere e per pregare per le persone che mi stanno a cuore o che mi chiedono preghiere.
Durante gli anni di discernimento il mio padre spirituale mi ha fatto conoscere diverse congregazioni, dove ho fatto esperienze con le suore, ma non mi sentivo “a casa”.
Sono convinta che è stata Maria a farmi conoscere le Missionarie dell’Immacolata – Padre Kolbe, dove ho iniziato il cammino di sequela di Cristo nel 2005, dopo un periodo di formazione e preparazione sono giunta finalmente alla consacrazione a Dio il 24 maggio del 2009: quel giorno, durante la Celebrazione Eucaristica il Signore mi ha dato la grazia di sentire una pace immensa, una gioia indescrivibile che solo Lui può dare. Ho avuto la conferma che quello era il mio posto, il luogo dove potevo dare il meglio di me stessa, mettendo a servizio i doni che Dio stesso mi ha dato. Ho sempre avuto il desiderio della missione ad gentes però durante la formazione avevo capito che dovevo vivere la missione, sia qui in Italia, o all’estero, secondo il disegno del Signore, cercando di essere e testimoniare sempre più Maria, nel nostro mondo, mediante l’evangelizzazione. Ma quando mi è stato chiesto se ero disposta a partire per la Bolivia senza esitazioni ho risposto: SI! E nel dicembre 2009 sono partita con entusiasmo realizzando un sogno che avevo nel cuore, inconsapevolmente, già da quando ero bambina. Svolgendo il mio servizio a Montero, la città dove abbiamo il centro mariano-missionario ho imparato a dare tutta me stessa gratuitamente, senza aspettarmi niente in cambio. Ci sono stati momenti difficili, ma anche di gioia, ho cercato di condividere la mia vita con le persone, soprattutto i bambini, gli adolescenti, genitori. Ho pianto insieme a ragazze con seri problemi familiari, insieme ad alcune donne maltrattate, ad adolescenti che avevano avuto delusioni sentimentali …
Ho condiviso la felicità per la nascita dei bimbi, per la laurea dei giovani, per la celebrazione di matrimoni in chiesa (che sono molto rari), per compleanni e feste di laurea. La missione in Bolivia ha rafforzato e confermato il mio desiderio di consacrarmi per sempre a Dio. Sono giunta così alla professione perpetua, che ho fatto il 24 maggio 2014, nel mio paese di origine, Firenzuola.
Mi sono sposata con il Signore e condivido con Lui la mia vita come missionaria dell’Immacolata lasciando che sia Lui a guidare il mio cammino come ha fatto fino ad oggi, con grande tenerezza e donandomi tanta gioia.
Il Signore Gesù mi sta donando una felicità immensa che soltanto Lui può dare e della quale ringrazio infinitamente cercando di rispondere al Suo amore giorno per giorno prendendo esempio dalla nostra Madre Celeste che mi insegna ad essere madre di ogni persona che incontro sulla mia strada.
Desidero terminare questo articolo condividendo una parte delle parole della formula della mia consacrazione totale a Dio:
In questo giorno della professione perpetua sento più che mai risuonare dentro di me le parole che tramite il profeta Osea, Tu Signore mi rivolgi: “Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà”.
Accogli il SI della mia risposta al tuo immenso e gratuito amore e aiutami ad esserti fedele per sempre nell’allegria e nel dolore, nei piccoli gesti di ogni giorno ed anche nelle fatiche, nel mio servizio ai fratelli e sorelle, perfino nella stanchezza. Desidero essere tutta tua nel distacco dalle cose e persone, nella docilità alla Tua volontà, nella purezza del cuore.
Annalisa Visani
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 gennaio 2024




