Lì per lì non volevo crederci. Quando il documento è arrivato in redazione, subito, ho pensato ad uno scherzo. O, meglio, al possibile “trappolone”. Insomma, ad una non notizia che qualche buontempone voleva rifilare a questa testata giornalistica locale. Poi, controllata la fonte, a cui è stato fatto seguire il consueto e prudenziale giro di telefonate, il dubbio si è dissipato. Nessuno scherzo. Purtroppo, una verità carnevalesca. Mi spiego.
Il progetto per la realizzazione di una centrale termoelettrica, a biomasse, nel PIP di Petrona, con tutti i suoi aspetti critici, è un argomento che deve essere al centro delle attenzioni degli enti pubblici. Fra le molteplici problematiche, ne va di mezzo, anche, la salute dei cittadini. O forse, questa, prima di tutto. In ogni caso, nelle tante discussioni accavallatesi sulla questione, sempre sono stati tirati in ballo, da una parte e dall’altra, i pareri dell’ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana). Il ruolo di questa agenzia è quello di esaminare la qualità ambientale della vita, qui dalle nostre parti, avvalendosi di dati tecnici, a volte rigorosi, altre empirici o simulati. E, in qualche occasione, anche fuorvianti. Così, dietro le preoccupazioni mosse dal Comitato per il NO al progetto di Petrona, il Sindaco di Scarperia e San Piero aveva richiesta, appunto ad ARPAT, la disponibilità ad impiantare un’idonea apparecchiatura di rilevazione della qualità dell’aria, proprio lì, nella zona ove dovrebbe sorgere questo impianto sperimentale. E, intendiamoci, l’aggettivo sperimentale è usato per far capire come il soggetto imprenditoriale che lo propone, la società Renovo s.p.a., non abbia una esperienza consolidata (cliccare qui, per l’articolo sull’esperienza di Renovo s.p.a.), con impianti attivi, ed in produzione, sul territorio nazionale. Sicché una scommessa.
Quindi, grazie al gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, presente sui banchi di minoranza in Comune, abbiamo ricevuta la copia del documento. E’ una lettera del 27 aprile 2015, protocollata FI.01.17.39/114.1, indirizzata al Sindaco di Scarperia e San Piero ed all’Ufficio V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) della “Città Metropolitana”.
Ne emerge un quadro inquietante, farsesco. Ovvero, questa agenzia regionale non ha i mezzi per poter condurre campagne di rilevamento sulla qualità dell’aria. Non ha i dati tecnici e scientifici dell’intero Mugello. Non ha in proprio, né in gestione, alcuna centralina fissa o laboratorio mobile da dislocare nell’area interessata da questo progetto. Sibbene, pur in assenza di strumentazione essenziale per poter assolvere al mandato che le è stato conferito, questa agenzia esprime pareri. No, non è possibile. Vale la pena chiedersi come interpretare, orbene quale valore attribuire alle oltre 50 pagine della “conferenza dei servizi” che, seppure con le prescrizioni e le limitazioni del caso, hanno comunque autorizzata la realizzazione di questo impianto. Oggettivamente, alla luce di questo nuovo documento, che va a sommarsi ad altri, tutti convergenti sull’insostenibilità dell’impianto, è inspiegabile come si possa continuare a concedere una qualunque apertura di credito per questo progetto. Tutto ciò verso un’imprenditoria pronta a cogliere la debolezza e l’inefficacia dell’apparato pubblico, a scapito di molti, nell’interesse di pochi.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Luglio 2015




