BORGO SAN LORENZO – C’è grande tensione, in casa di “Borgo Migliore”, il secondo gruppo di maggioranza dopo il Pd, quello nato intorno alla candidatura di Paolo Omoboni. Perché è arrivato il momento delle decisioni.
Come annunciato mesi fa da questo giornale (articolo qui) il sindaco si appresta a cambiar casa: non più Psi ma Pd. Con il trasferimento e il contestuale scioglimento di “Borgo Migliore”.
Sarebbe un cambiamento politico di grande rilievo. Potrebbe infatti scomparire il gruppo che aveva costituito, due anni fa, la principale novità nel panorama politico borghigiano: un gruppo che era riuscito a battere il candidato Pd alle primarie, e a far eleggere per la prima volta un sindaco non Pd.
E “Borgo Migliore” aveva catalizzato anche voti di provenienze diverse, con un 16% abbondante frutto dei consensi di chi voleva un sindaco e una politica diversa e diversificata dal Pd.
Ora invece, per motivazioni che saranno spiegate in un lungo documento che il sindaco Omoboni e il coordinatore Bagni stanno limando in queste ore – ma che sostanzialmente sono il desiderio di uscire dal rischio di isolamento politico, e di entrare nel Pd cercando di ottenere maggiori spazi -, si aderisce al partito che finora era stato alleato sì, ma diverso e distinto.
E su questa “contraddizione” punteranno i contrari all’operazione voluta da Omoboni.
Stasera, probabilmente, sarà battaglia. La componente socialista ad esempio è nettamente contraria, e non solo la componente socialista. Poi c’è la questione del gruppo consiliare, dove i tre consiglieri di Borgo Migliore non sembra abbiano alcuna intenzione di entrare nel gruppo democratico. Di recente comunque già un assessore di Borgo Migliore, Claudio Boni, ha annunciato la sua decisione di entrare nel Pd. Stasera potrebbero seguirlo in diversi, sindaco in testa. Presto sapremo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 ottobre 2016





