
MUGELLO – Pioggia di euro, oltre 4 milioni, sulle aziende agricole del Mugello, con i Progetti Integrati di Filiera, finanziati dalla Regione Toscana.
Già è stato detto di un progetto non finanziato, quello che riguardava la forestazione, con lo sfruttamento del legname a fini energetici, presentato da AgriRenovo e altre aziende (articoli qui: 1 – 2 – 3). Ma ci sono due progetti ammessi a finanziamento, e troviamo qualche azienda mugellana anche in altri PIF presentati e finanziati.
E’ il caso del PIF “Dall’Appennino al mare: energia toscana al 100%” che ha ottenuto un finanziamento complessivo di 993 mila euro (per una spesa totale di circa 2 milioni) e che vede tra i partecipanti, insieme a molti soggetti pistoiesi e lucchesi, anche l’azienda agricola Bovecchio di Marroncini Mauro (Barberino di Mugello) che ha ottenuto un contributo di 66 mila e 600 euro.
C’è un’azienda mugellana, e che ottiene il contributo più consistente, anche nel PIF “Filiera corta Colline tra Arno e Sieve” –finanziata per 1 milione e 517 mila euro dalla Regione. Tra i nove partecipanti, insieme alla Cantina sociale viticoltori Colline Arno Sieve di Pontassieve ed altri, c’è la “Trivium Società Agricola Semplice” di Scarperia e San Piero, che ha un finanziamento regionale di 548 mila euro.
E al PIF “Liberty. Lana e officinali per il benessere in Toscana” finanziato per 690 mila euro, tra i dodici partecipanti vi è anche l’”Agricola San Cresci” di Borgo San Lorenzo, con un contributo regionale di 73 mila euro.
Poi ci sono i due progetti mugellani: “Biologico Mugello”, con capofila “Agriambiente” di Barberino, vuole valorizzare la produzione locale del Mugello, coinvolgendo le aziende agricole biologiche della zona, in particolare nel settore zootecnico e cerealicolo, attraverso la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti (articolo qui). Questo attraverso tre passaggi: 1) l’incremento della produzione biologica; 2) la costituzione di un’associazione di produttori biologici del Mugello che si occuperà della promozione del biologico, attraverso un’adeguata comunicazione rivolta al consumatore; 3) la realizzazione di un marchio biologico territoriale, al quale sta lavorando l’Università.
Il progetto, con investimenti per 4 milioni e mezzo di euro prevede interventi di ammodernamento di macchine e attrezzature per la riduzione dei costi, e interventi per la valorizzazione della produzione – Agriambiente ad esempio amplierà la stalla e aumenterà il parco macchine, con un investimento di 1 milione e 900 mila euro -, Per le aziende di trasformazione il PIF prevede l’introduzione di nuove tecnologie, sia per la trasformazione che per il confezionamento, per ottenere un prodotto finito ancor più competitivo sui mercati. E si punta anche sulla condivisione delle attrezzature e dei macchinari.
Latte, carne e farro sono i tre cardini del progetto. Per il latte, coinvolgendo tutte le aziende biologiche della zona -la Sereni, Agriambiente, Vignini, si è concordato con Mukki un aumento del 25% della produzione, passando da 1 milione e 400 mila kg a 2 milioni. E qualora si superasse questa soglia si conta di trasformare in proprio attraverso un caseificio il latte in eccedenza. Per la carne la CAF ha necessità di incrementare il settore biologico, anche perché è accresciuta la domanda, dopo aver vinto un grosso appalto per le mense scolastiche mugellane, che richiedono carni biologiche. E la Poggio del Farro non mette limiti: più farro il Mugello riuscirà a produrre, meglio sarà, perché sui mercati il farro è prodotto sempre più richiesto.
“Biologico Mugello” ha ricevuto un contributo di 1.907.555 euro suddiviso tra 14 imprese. 800 mila euro andranno ad Agriambiente, 275 mila alla cooperativa Emilio Sereni, 250 mila all’azienda Borgioli Adriano e Umberto, 200 mila euro alla facoltà di agraria dell’università di Firenze, e contributi minori, dai 100 ai 16 mila euro e una serie di produttori e aziende: Signano di Aiello Giacomo e Soave Roberto (Vaglia), Antonio Vignini (Scarperia e San Piero, società agricola La Vanella di Tinti Gabriele e Steafno, Galeotti Piero, Galetti Gastone, Bruni Giorni Valeria, Lepri Mario e Poggio del Farro (tutti di Firenzuola), Pratolini Marco (Borgo San Lorenzo) e Produttori Biologici del Mugello (Barberino).
“Lunica Ortofrutticola del Mugello srl” di Vicchio è la capofila dell’altro PIF finanziato “Multifiliera Mugello”, che conta trenta società aderenti, per la quasi totalità mugellane. Questo PIF è entrato in graduatoria all’ultimo posto, ma otterrà comunque un contributo regionale consistente, pari a 3 milioni e 96 mila euro, su una spesa complessiva di 7 milioni e 105 mila euro.
Il piano presentato da Lunica si incentra su vari settori, dalla zootecnia alle erbe aromatiche, dalla castanicoltura ai funghi, con particolare riferimento ai cereali e all’ortofrutta, rispettando in entrambi i casi i disciplinari del biologico.
Per i cereali Lunica realizzerà un mulino a pietra per la realizzazione di farine con germe di grano di tipo 1 e 2 con l’utilizzo di grani antichi da produrre nel territorio del Mugello. L’intenzione è quella di immettere sul mercato, con vendita diretta ma anche nella grande distribuzione, una farina qualitativamente di livello elevato capace di rispondere ad una domanda sempre in aumento di prodotti con caratteristiche salutistiche capaci di limitare effetti negativi per la salute dovuti a reazioni allergiche. Partecipa al progetto il Consorzio Agrario di Firenze nella fase di raccolta e stoccaggio dei cereali con un investimento sulla sede di Vicchio per adeguarne la struttura e i silos. Sempre il Consorzio ha il compito di redigere un disciplinare di produzione per le aziende agricole partecipanti al progetto per garantire la certificazione dei grani, la tracciabilità del prodotto e la remunerazione adeguata per i produttori con un prezzo che tenga conto della territorialità. La quantità richiesta è notevole, intorno a 30.000 quintali. Per l’ortofrutta si prevede invece una filiera corta biologica con eventuale trasformazione dei prodotti per la commercializzazione di derivati come marmellate e simili.
I contributi più rilevanti, all’interno di questo PIF, sono assegnati a Lunica, con 785 mila euro, Francini Giovanni (Dicomano) per 284 mila euro, Lippi e Nocentini (Dicomano, 162 mila euro), Raffini Aldo (Firenzuola, 114 mila euro), Fratelli Lollini (Marradi, 113 mila euro), società agricola Salvi (Palazzuolo sul Senio, 317 mila euro), azienda agrituristica Badia di Susinana (Palazzuolo, 139 mila euro), Galeotti Moreno (Firenzuola, 102 mila euro) e tra le aziende mugellane coinvolte nel progetto, con contributi inferiori ai 100 mila euro troviamo Brilli Dario (Borgo San Lorenzo), Natalino Enzo, Galluzzi Claudio, Gangitano Salvatore, Serritella Carmine, Consorzio Agrario (tutti di Vicchio), Grazzini Paola (Dicomano), Piancaldini Romano, Cavicchi Gioele, Raffini Giovanni, società La Rocca di Biondi Daniele e Casini Gabriele, società agricola Rovignale di Benni Stefano e fratelli, Raffini Giuseppe (Firenzuola), Scelsi Vincenzo, Nencini Davide, Paladini Roberto (Scarperia e San Piero), Consorzio di tutela del marrone del Mugello IGP.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 aprile 2016



