
MUGELLO – L’Ufficio Statistica associato dell’Unione montana dei comuni del Mugello ha pubblicato, riferita all’anno precedente, la relazione statistica 2017, un documento che fotografa il territorio, fornendone in numeri gli aspetti morfologici e demografici, l’apparato economico produttivo locale, la condizione lavorativa, la domanda turistica, i dati ambientali, l’educazione e l’istruzione, nonché la produzione, i redditi dichiarati e il mercato immobiliare.
Per l’economia il 2016 è stato un anno positivo, migliore del 2015: seppur con tassi modesti, è il terzo anno consecutivo di crescita. La manifattura e i servizi orientati al mercato hanno goduto dei buoni risultati delle esportazioni e dell’andamento del comparto turistico, che nel 2016 raggiunge il record di pernottamenti dal 2009. E’ invece l’agricoltura che segna una battuta d’arresto. L’edilizia ha un andamento in chiaroscuro, con un valore aggiunto sostanzialmente stazionario e un numero di imprese ancora in calo, ma con un andamento del saldo dei lavoratori avviati/cessati positivo.
E’ in crescita l’imprenditoria femminile, giovanile e straniera e si leggono segnali incoraggianti dal mercato del lavoro che, se ha visto la contrazione degli avviamenti a tempo indeterminato a causa del venir meno degli incentivi alle assunzioni, ha mostrato un bilancio con segno “+” fra avviamenti e cessazioni in tutti i comparti, con un aumento significativo dei contratti di apprendistato. La situazione dei redditi appare in miglioramento, con un +2% rispetto al 2015, in crescita costante dal 2012.
Crescono leggermente anche i valori immobiliari, almeno nei comuni del fondovalle, a dimostrazione di un maggiore attivismo imprenditoriale ed una ripresa del comparto edilizio residenziale. “La ‘cura Draghi’ dei tassi di interesse bassi – si legge nella relazione statistica – appare dal 2016 aver cominciato a dare i suoi effetti positivi anche nel Mugello. Se prosegue il consolidamento della crescita a livello internazionale e nazionale, la situazione mugellana oggi potrebbe apparire quasi ideale per un rilancio: una popolazione che, grazie all’immigrazione, non è troppo vecchia, una situazione sociale ancora buona, una scarsa congestione e concorrenza sui servizi comunque ad oggi sufficienti, una condizione infrastrutturale in via di miglioramento (nuovo casello autostradale di Firenzuola, investimenti nel comparto ferroviario, estensione della banda larga), un costo delle aree e delle abitazioni estremamente competitivo, una economia con ancora alcuni punti di forza qualitativa nella manifattura e nell’agroalimentare, un territorio che si presta ad una ulteriore valorizzazione turistica (lago di Bilancino, ville medicee, patrimonio ambientale dell’Alto no Mugello)”.
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© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 febbraio 2018




