
MUGELLO – I sacerdoti e i diaconi del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di Don Daniele Centorbi, pievano di San Piero a Sieve. Che commenta la resurrezione di Lazzaro (qui il testo).
Questo brano ha tante letture, tante suggestioni bellissime, la morte e la vita che si uniscono, che non esistono l’una senza l’altra, La vita che vince, la resurrezione che esiste, e l’incontro con Cristo che ti permette di passare dalla morte alla vita e di sentire tutta la forza dell’amore del Signore…
Lazzaro, Maria, Marta e tutti i personaggi di questo passo ci fanno entrare nel mistero sperimentando che è con la fiducia nel Suo amore che possiamo vivere appieno. Gesù lascia che Marta e Maria, a loro modo, esprimano il proprio dolore e lo vive con loro, piangendo, commuovendosi nel profondo. Nello stesso gesto è uomo pienamente, nel dolore, nella sofferenza per la perdita di un amico, per il dolore della famiglia, ci sta in quel dolore, partecipa, soffre da uomo e da amico fraterno, ed è pienamente Dio, vita che vince la morte. Lascia che Marta e Maria abbiano slanci di grande dolore e di grande fede, lasciamo allora che risuoni anche in noi quella domanda “tu credi?”, quando siamo nella gioia e quando siamo nel dolore, e facciamo nostre le parole di Marta, “sì, Signore, io credo” e quelle di Maria “signore tu sei la resurrezione e la vita”.
Sono parole che arrivano nel momento di maggior dolore, prima della chiamata di Lazzaro da parte di Gesù, prima dell’epilogo della vicenda.
E allora davvero che questa domenica, questo Vangelo, sia per tutti noi un anticipo, una sfida a buttarsi con fiducia nella ricerca di questo Signore che si pone davanti a noi…. O… meglio, un sfida a lasciarsi raggiungere da lui in tutte le nostre realtà, fossero anche realtà di morte, perché noi magari abbiamo paura, ma lui no.
Non ha paura di morire e non ha paura di piangere. Sa mischiarsi e compromettersi con noi, figli e fratelli, sulla nostra stessa umana sensibilità… e sa fare la domanda giusta. Sa prenderci per mano come prende per mano Marta e Maria, abbracciando il loro dolore e la loro accusa senza sminuire niente, senza offendersi.
Facciamo nostro anche il cambio di prospettiva: il Signore non se ne va, resta lì vicino, chiediamogli allora di saper fare altrettanto:
Fa’ o Signore che io abbia il coraggio di rimanere con te!
Don Daniele Centorbi
Pievano di San Piero a Sieve
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 marzo 2023


